Come è il Barolo 2017?
Come è il Barolo 2017?

Siamo giunti a metà del 2021 e credo che sia arrivato il momento di fare un punto della situazione sulla vendemmia 2017 del Barolo. Da disciplinare della DOCG è possibile mettere in commercio il Barolo 2017 dal Gennaio 2021, andando di fatto a compiere un ciclo di oltre 36 mesi di affinamento a vario titolo.

Parto da una premessa: l’andamento dell’annata precedente, la 2016, è differente per tanti piccoli particolari che sono andati a creare una condizione favorevole costante, creando uve di grande qualità ma anche di quantità rilevante, rendendo più facile la scelta in fase di diradamento. Considerata da tutti un’annata di rilevanza storica, è difficile fare un confronto e credo che non sia neanche corretto. Penso sia più corretto da un punto di vista concettuale fare un salto indietro con l’annata 2015.

L’annata 2015 ha configurato un Barolo di grande intensità, un’annata calda ma non secca che ha consentito all’uva una bella espressività: i Barolo 2015 di oggi sono ampi e ancora trattenuti, con un corredo aromatico al naso che andrà a crescere senza dubbio. Il tannino è importante e di certo andrà a prolungarsi nell’arco dei prossimi 20/30 anni senza problemi. 

Ho parlato di annata calda ma non di annata secca: ci sono stati circa 45 giorni senza precipitazioni tra metà giugno e fine luglio, ma questo è uno degli aspetti che il Nebbiolo predilige per crescere in complessità di antociani e polifenoli, il tutto con una vendemmia leggermente anticipata ma nella norma per le ultime annate, ovvero tra metà settembre e inizio ottobre.

L’annata 2017 si è configurata come arida: non soltanto un gran caldo, ma anche assenza di precipitazioni per un periodo più lungo, conclusosi dopo oltre due mesi con 25mm di acqua alla fine di agosto e inizio settembre. La vendemmia è stata anticipata per forza di cose alla seconda decade di settembre, periodo preceduto da un abbassamento della temperatura media e da differenziali giorno/notte più ampi rispetto alla media. Questa conclusione più fresca ha consentito un ottimo sviluppo e i dati delle analisi sono stati incoraggianti, senza sfociare in danni irreversibili. L’escursione termica è un ottimo ingrediente.

Quindi? Cosa dobbiamo aspettarci dal Barolo 2017? Sicuramente un vino meno longevo di 2016 e 2015, più affine in longevità con la 2014, pur non avendone il carattere elegante.

Non si tratta di vini concettualmente complessi e destinati ad ampliarsi ancora con il passare del tempo: probabilmente si avrà un miglioramento sensibile ma non sconvolgente in termini di ampiezza. 

Solo elementi negativi? Per niente, anzi: l’annata 2017 del Barolo si configura come un’annata in grado di consegnare vini eccellenti, dal profilo già preciso oggi, tannino solido e croccante, da potersi bere con tranquillità in questi mesi. Una piccola sosta fino all’inverno consentirà una ridotta ma utile evoluzione. Il Barolo del 2017 ha le caratteristiche per piacere e farsi amare da subito, un vino sincero senza complessità eccessive, quanto una buona introduzione al Barolo per chi magari frequenta meno queste terre e questa Denominazione. 

Un vino che, specie negli assemblaggi, consegna la grande qualità di Cantine che hanno saputo contenere le sfide di un’annata non perfetta ma ben strutturata, da tenere per qualche anno o bere subito senza troppi rimpianti. Gli assaggi compiuti finora mi hanno colpito positivamente, a volte superiori alle rispettive versioni 2016 che necessitano di maggiore affinamento in vetro. Questo non vuol dire che la 2016 sia inferiore, ma che ha bisogno di qualche tempo (in alcuni casi) per superare la 2017. 

In sintesi: assaggiando oggi lo stesso vino nelle versioni 2016 e 2017, la 2017 è sicuramente più pronta e forse più gradevole, mentre si avverte la grandezza della 2016 che avrà bisogno di tempo per esplodere.

Barolo 2017? Per me, assolutamente sì.

Qui sotto un breve elenco dei Barolo 2017 assaggiati finora: