Benvenuto!

Questo è il mio spazio web in cui condividere le mie impressioni su ciò che bevo.

Nel 2012 ho iniziato a scrivere di whisky e altri distillati, ho coronato il mio sogno di andare in Scozia nel 2014 e ho visitato una decina di distilleria in pochi giorni. Tra il 2012 e il 2019 ho frequentato vari appuntamenti nazionali legati al whisky (Milano e Roma) oltre ad aver gestito delle degustazioni in prima persona.

Ho aperto e gestito WhiskySucks.com fino al novembre 2016, quando ho iniziato a collaborare con CigarsLover.it, ampio magazine dedicato ai sigari, in cui ho gestito la parte Spirits per tre anni, fino a Novembre 2019.

Da inizio 2019 ho fatto confluire la mia passione per birra, whisky e soprattutto vino in questo nuovo progetto, IoBevoTanto, andando poi a completare il tutto con un account Instagram espressamente dedicato al vino. Ho il piacere di recensire quasi quotidianamente nuovi vini, di visitare diverse cantine e di intervistare personaggi del settore, proprietari di cantine, enologi, giornalisti e altre figure professionali.

Sto frequentando il terzo livello AIS che terminerò alla fine del 2021 e non mi dispiacerebbe continuare a studiare. Oltre ai tanti assaggi (circa 400 all’anno) mi documento su testi di settore e sto ampliano gradualmente la mia biblioteca personale. Per non parlare della cantina…

Sono convinto che senza attenzione e curiosità qualsiasi bevanda alcolica abbia ben poco da offrire oltre al piacere immediato. Sono convinto di avere fin troppo da imparare e per questo non ho intenzione di insegnare nulla a nessuno. Questo è solo il mio diario di degustazione personale!

Qui la lista dei vini recensiti.
Qui la lista delle cantine visitate.
Qui la lista delle birre recensite.
Qui la lista dei whisky recensiti.

Hai un’azienda e vuoi vedere i tuoi prodotti recensiti da me?
Contattami all’indirizzo email iobevotanto@gmail.com

Le Recensioni

Le mie recensioni di vino seguono uno schema suddivisi in più punti:

  • introduzione: una breve spiegazione relativa alla Cantina e al vino, con pochi dati tecnici (si può trovare online materiale più che sufficiente);
  • naso: le caratteristiche più salienti del bouquet olfattivo, cercando di dare una definizione soggettiva delle varie note riscontrate;
  • palato: ciò che si avverte in bocca, non solo le note degustati ma un giudizio sulla trama del vino;
  • finale: ciò che resta dopo la deglutizione;
  • valutazione: una scala da 1 a 100, di cui parlerò meglio qui sotto.

Come avviene la degustazione

Le degustazioni di vino avvengono in due macro-momenti separati: a casa o all’esterno.

Quando sono a casa degusto la bottiglia a varie temperature, prediligendo la fascia 16/18 gradi per i rossi e 8/12 per i bianchi, con le dovute eccezioni. Il bicchiere che ho al momento è un Riedel Veritas New World Pinot Noir, abbastanza versatile e che conosco da qualche tempo. Sempre a casa, il vino viene degustato più volte, in vari momenti della giornata e rigorosamente a stomaco vuoto per non incidere sulle percezioni.

Quando degusto fuori casa mi devo adeguare alle circostanze: in cantina degusto con le condizioni garantite da chi mi ospita, quindi temperatura, ambiente e bicchiere possono variare. Cerco comunque di mantenere una costanza e quando le circostanze sono troppo avverse sospendo il giudizio. Per forza di cose, le degustazioni in cantina sono la fotografia di un istante e non prevedono l’esperienza completa che solo una bottiglia intera può offrire.

La scala di valutazione

La valutazione numerica di un vino è spesso oggetto di diffidenza: si tratta di un metro soggettivo e per questo non andrebbe discusso. Il valore numerico che io appongo a un determinato vino può non essere in linea con le valutazioni di altri: pace. Io do i voti per diverse ragioni:

  • ho bisogno di una scala di riferimento per dare un giudizio complessivo sul vino, in base agli assaggi precedenti;
  • mi serve per stabilire a grandi linee la fascia del vino che sto degustando;
  • mi serve per confrontare lo stesso vino a distanza di tempo, cercando di chiedermi perché ho dato una certa valutazione e se essa ha senso per me.

Non penso sia possibile dare un 99 o un 100 a un vino, ma vedo che è costanza comune dei grandi rater dare valutazioni altisonanti che non mi appartengono. Ritengo che i grandi vini abbiano bisogno di tempo in bottiglia per affinare, dare una valutazione sopra i 95 o 96 punti a un vino appena nato richiede delle doti divinatorie che dubito qualcuno abbia. Quanti vini da 100 punti effettivi potrò mai assaggiare nella mia vita? Spero almeno uno, ma resto dubbioso a riguardo. Sarebbe anche come dare un limite al futuro dicendo “non assaggerò mai un vino più buono di questo a cui sto dando 100 punti oggi”. Che peccato!

Sono abituato a dare valutazioni numeriche agli alcolici da ormai dieci anni e continuerò a farlo. Quando mi sarà impossibile dare un numero – come nel caso delle degustazioni brevi, in piedi, alle fiere – sospenderò il giudizio.