Aldo Rainoldi è il primo viticoltore valtellinese che incontro appena sbarcato in Valle: vista l’ora tarda optiamo per una degustazione di alcuni vini, degustazione che si trasforma in una lunga chiacchierata di tre ore con un numero ben più che sufficiente di assaggi per comprendere meglio la Cantina. 

La Cantina Aldo Rainoldi si trova a Chiuro lungo la strada che attraversa la Valtellina da Est a Ovest ed è impossibile non notare l’edificio di recente rinnovo, con una sala degustazioni privata dove mi accomodo con gioia. La storia della Cantina inizia nel 1925 con il fondatore Aldo a decidere di mettere in piedi un commercio di vino, commercio che si sposta sulla vinificazione delle uve dei conferenti con la seconda generazione con Giuseppe. Siamo nel secondo Dopoguerra e la situazione economica non è di certo ottimale, nonostante le richieste di vino – soprattutto dalla Svizzera – siano importanti. Oggi un altro Aldo è al timone della Cantina: enologo di formazione, Aldo è riuscito a traghettare l’azienda con determinazione, concretizzando un secolo di sforzi in ciò che è l’Azienda oggi, ovvero uno dei riferimenti del vino di Valtellina.

Il rigore stilistico dei vini di Aldo Rainoldi è diretta espressione della persona che ho di fronte, vini che non indugiano su dettagli fuori dal coro ma sempre ben centrati su ciò che è il Nebbiolo delle Alpi, con in più una concentrazione importante che dà ancora maggior risalto alla materia. L’austerità che è possibile riscontrare nei vini di Aldo Rainoldi è unilaterale con le uniche eccezioni rappresentate dal Rosso di Valtellina, studiato e pensato come vino fresco, di ingresso, e dallo Sforzato Ca’ Rizzieri 2006: ci tornerò più avanti.

La doppia linea di vini è divisa tra Valtellina Superiore di tre aree di riferimento, ovvero Sassella, Grumello e Inferno, e le Riserve, sempre dalle tre zone ma con un affinamento ulteriore a precisare meglio il frutto e ad ampliare austerità e ampiezza. Ribadisco la precisione stilistica che si conferma in particolar modo nella franchezza olfattiva, andando poi a declinare il vino in base soprattutto all’annata di provenienza. Annate molto diverse, 2016 – 2017 – 2018, con la prima a esprimere equilibrio, la seconda leggermente sottotono per via dell’aridità e di una gelata, lasciando la 2018 al vertice di questo terzetto. Impressione ribadita poi con gli assaggi dei giorni successivi.

Gli ultimi tre vini sono di rilievo: partendo dallo Sfursat classico del 2018, un vino in fasce eppure tremendamente evocativo, passando per la Vigna degli Apostoli 2015, una vigna singola in Sassella eletta a selezione da Aldo e alla sua seconda uscita dopo la 2013, un grande vino che sarà in grado di esprimersi splendidamente per i prossimi decenni. Concludiamo con una sorpresa dalla Cantina, ovvero lo Sfursat Fruttaio Ca’ Rizzieri del 2006, aperto alla cieca (e indovinato!): una splendida testimonianza di ciò che l’affinamento può regalare a una base solida, rendendo grande la bottiglia. Quindici anni dalla vendemmia, cinquanta alla maturità.

Concludo: Aldo Rainoldi è una cantina da conoscere per apprezzare la precisione e l’aderenza al territorio di riferimento, con vini profondi e austeri ma anche freschi e godibili, in grado di vincere la sfida con il tempo senza risultare ostici nell’immediato. Un inizio ben più che promettente: ringrazio Aldo per il suo tempo e gli assaggi, con la promessa di tornare a visitare la Cantina e provare qualche altra annata insieme.


Lista dei vini degustati:


Cantina Aldo Rainoldi
Via Stelvio, 128 – Chiuro (Sondrio
https://rainoldi.com
rainoldi@rainoldi.com