Intervista – Diego Pressenda

Ho incontrato Diego Pressenda questo febbraio in occasione dell’evento curato da GoWine Barolo, Barbaresco e Roero, un’ampia panoramica su tanti produttori (noti e meno noti) del Basso Piemonte, zona con cui vado a nozze spesso. L’azienda ha portato un Barolo cru, il Bricco San Pietro 2014, vino che ho bevuto con molto piacere e curiosità. Ecco dunque nascere la possibilità di intervistare chi sta dietro al nome, ovvero Oscar Pressenda che è il figlio di Diego, fondatore dell’azienda. Ringrazio Oscar per il tempo che mi ha dedicato, con la speranza di berci un altro bicchiere insieme, uno di questi giorni! A voi l’intervista!

Intervista a Diego Pressenda, produttore piemontese con un'ampia gamma di vini, da Barolo a Dolcetto a Nebbiolo a Metodo Classico di Dolcetto.

Innanzitutto, mi piacerebbe conoscere la storia dell’Azienda. Come è nato Diego Pressenda?
Mio padre è sempre stato un vero contadino e coltivatore della terra. Ancor prima di lui, mio nonno Alessandro, quando decise di trasferirsi alla Torricella (frazione di Monforte d’Alba) iniziò lavorando da mezzadro proprio nei vigneti. Negli anni nonno Alessandro riuscì “a fare carriera” e passò dalla mezzadria alla proprietà di alcuni terreni proprio intorno alla borgata della Torricella. Nel 1950 nacque poi mio padre, Diego, che da sempre coltivò una passione per la terra. Finite quelle che erano le scuole medie, iniziò a dedicarsi appieno alla coltivazione della vite. Crebbe negli anni finché intorno al 1980 decise di associarsi con altri coltivatori in una piccola cooperativa.  Qui iniziò davvero ad apprendere ed implementare le tecniche di produzione del vino. Col passare degli anni però la nostra famiglia iniziò ad avere idee più indipendenti; per questo all’inizio degli anni 2000′ decidemmo di intraprendere una strada da soli e nel 2004 venne aperta la nostra cantina.

Intervista a Diego Pressenda, produttore piemontese con un'ampia gamma di vini, da Barolo a Dolcetto a Nebbiolo a Metodo Classico di Dolcetto.

Quanti siete in azienda? Quali sono i ruoli? 
L’azienda è rappresentata dalla nostra famiglia: mio papà Diego, mia mamma Rosanna (che prevalentemente ha il ruolo di nonna), le tre mie sorelle, Annalisa, Alessandra e Silvia e un mio cognato, Francesco. Oggi la cantina è guidata da Silvia, enologa, mentre mio papà continua ad occuparsi principalmente della cura del vigneto. Io invece seguo la parte più commerciale e amministrativa. Mia sorella Alessandra, con suo marito Francesco, seguono l’Agriturismo con 8 camere e ristorante. Mia sorella Annalisa, fisioterapista, si occupa invece della Winery Spa Ampelo. Il tutto è supportato dall’aiuto dei ragazzi che lavorano presso la nostra struttura. Ragazzi giovani ma competenti, che ci aiutano nei diversi settori, dalla ricettività alla gestione del vigneto.

Qual è il punto di forza dell’azienda, quello che vi contraddistingue da altri produttori?
Bè sicuramente l’unione della nostra famiglia e la costante voglia di fare e migliorarsi. Senza mai tralasciare la cura nei dettagli e la professionalità.

Intervista a Diego Pressenda, produttore piemontese con un'ampia gamma di vini, da Barolo a Dolcetto a Nebbiolo a Metodo Classico di Dolcetto.

Puoi presentarci brevemente la gamma dei vostri vini? 
Le nostre etichette vanno dalla tradizione all’innovazione.
Produciamo 12 tipi di etichette: 
Metodo Classico “Letizia”: il nome di mia nonna, è uno spumante metodo classico Pas Dosé, con 85% di uva Dolcetto e 15% una Riesling Renano, che resta almeno 12 mesi sui lieviti.
Langhe Chardonnay: ottenuto da uva Chardonnay, vino dal carattere fresco ma strutturato. Langhe Riesling 100 % Renano, un vitigno che sta crescendo nelle nostre zona e voluto in modo particolare da mia sorella Silvia.
Langhe Rosato “Pumin Rus”: ottenuto da uva Dolcetto, qui vinificato in RosatoDolcetto d’Alba “Dosso”: è il nostro Dolcetto tipico, affinamento solo in acciaio.
Dolcetto d’Alba Superiore: qui le uve vengono selezionate da diverse particelle, andando a scegliere quelle che consentono di ottenere un vino più strutturato. In più abbiamo un affinamento in barrique per 10 mesi.
Barbera d’Alba “Ariota” Superiore: Barbera della vigna Ariota (arietta). Si chiama così perchè il vigneto è localizzato nella parte più alta delle collina, per cui è spesso piuttosto ventilato.
Langhe Nebbiolo: è il nostro nebbiolo giovane, ottenuto da vigne giovani. Affinamento solo acciaio.
Nebbiolo d’Alba “Il Donato”: è la nostra selezione di Nebbiolo. I vigneti sono molto limitrofi alle colline della zona del Barolo, per questo necessita di un affinamento in barriques di 18 mesi.
Langhe Rosso “A modo suo”: è il nostro unico blend, ottenuto da uva Dolcetto e Nebbiolo; la sua particolarità: l’appassimento delle uve Nebbiolo.
Barolo “Barbadelchi”: è il nostro Barolo classico, uve proveniene da due diverse località, sempre di Monforte. Chiamato così in onore dello zio (barba) Adelchi, zio di mio papà che ha dato un forte aiuto alla nostra azienda. Affinato 30 mesi in botte grande di rovere francese.
Barolo “Bricco San Pietro”: è il nostro cru, localizzato sempre a Monforte, sulla strada che porta verso Monchiero. Affinamento 30 mesi in botte grande di rovere francese, a seguire circa un anno in bottiglia.

Intervista a Diego Pressenda, produttore piemontese con un'ampia gamma di vini, da Barolo a Dolcetto a Nebbiolo a Metodo Classico di Dolcetto.

Ho notato la presenza di uve non tradizionali in Piemonte, come il Riesling. Come è stato possibile? Qual è la storia di questo vino?
Per passione, innanzitutto, e curiosità, aggiungerei. Mia sorella Silvia ha iniziato ad amare questo vitigno dopo aver visitato le zone per il Riesling più vocate, tra Alsazia e Germania. Siccome avevamo dei terreni sotto il comune di Roddino, quindi un più alti e con esposizioni più fresche, nel 2010 abbiamo deciso di impiantare il Riesling Renano. Le vigne sono ancora giovani, ma ci danno un vino molto interessante e di cui siamo piuttosto fieri.

Ho avuto modo di apprezzare il vostro Barolo: come si è evoluto negli ultimi 15 anni?
La nostra azienda, pur essendo sotto il Comune di Monforte d’Alba, è già al di fuori della zona del Barolo. Siamo infatti nati senza vitigni di Nebbiolo da Barolo. Con gli anni siamo poi riusciti ad avere due piccoli appezzamenti nella zona, proprio perchè anche noi avevamo voglia di dare una nostra espressione ad uno dei vini più importanti a livello mondiale. Il nostro Barolo classico è prodotto dall’annata 2008. Il Bricco San Pietro invece è molto più recente, prodotto la prima volta nel 2014, per cui non abbiamo modo di dare un parere sull’evoluzione negli ultimi 15 anni. Abbiamo comunque vissuto annate molto incisive, come la 2010, una delle più eccellenti. Oppure come la 2014, una delle più difficoltose.

Intervista a Diego Pressenda, produttore piemontese con un'ampia gamma di vini, da Barolo a Dolcetto a Nebbiolo a Metodo Classico di Dolcetto.

Qual è il tuo vino preferito della gamma? E quale pensi rappresenti al meglio l’azienda?
Difficile dare questa risposta. Penso che la gamma dei nostri vini consenta di bere cose diverse in momenti diversi. Senza dubbio il Nebbiolo il Donato è uno dei vini più rappresentativi e lo produciamo da sempre, quindi riassume un po’ tutta la nostra storia, oltre ad essere un ottimo Nebbiolo. Inoltre si chiama così perchè Donato è anche il secondo nome di mio papà e per noi è proprio il vino che ci viene offerto dai nostri meravigliosi terreni.

Diego Pressenda SSA
Località S.Anna, 98 Monforte D’Alba (CN)
Italia

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