Penso davvero di essere un privilegiato a poter toccare con mano (e con il bicchiere) realtà così importanti da trascendere il mero conto delle bottiglie prodotte e vendute, quanto la filosofia di vita di un uomo – un genio – che ancora oggi sopravvive a quattro anni dalla scomparsa. Domenico Clerico ha avuto di sicuro la fortuna di nascere in un angolo di paradiso, ma ha ottenuto risultati stratosferici grazie al genio di cui sopra, alla dedizione al lavoro, al piacere della scoperta e alla personalità magnetica.

Vederlo in foto ma soprattutto nello sguardo della nipote @CinziaRocca è una sensazione difficile da trasferire in parole. Domenico non è più qui ma la Cantina che ha il suo nome è una delle grandi di Monforte d’Alba e del Barolo, grazie a una serie di bottiglie che anno dopo anno confermano la classe. Oggi la cantina è in mano a @GiulianaViberti –  moglie e custode del patrimonio umano e delle numerose vigne da cui arrivano i vini della cantina: gli ettari sono poco più di venti (due appena acquisiti per il Dolcetto) ma Domenico è partito da 4 ettari di famiglia sfruttati anche per piante da frutto e lentamente, a partire dal 1977, a dare il via alla Cantina.

Domenico comincia a pensare di vendere vini in proprio smettendo di cedere le uve alla Cantina Sociale e si avvicina alla viticoltura di qualità dei vari Barolo Boys ante litteram (Elio Grasso e Roberto Voerzio su tutti), diradando e puntando sulle rese basse, sull’affinamento breve e in barrique. Le acquisizioni si accumulano anche in zone importanti: Ginestra, Bussia, Mosconi, Baudana a Serralunga e altri.

La Cantina è del 2011 ed è architettonicamente unica, con i grandi archi a vista e la struttura che si estende in larghezza e profondità. La parte dell’acciaio è tecnologicamente impeccabile, la malolattica ha un proprio spazio mentre il legno occupa due stanze di grandi dimensioni, con barrique e botte grandi, più alcune anfore e clayver in gres: queste ultime due forme sono state comprate da Domenico di impulso, ma si stanno dimostrando una sfida continua e ingredienti preziosi del perfezionamento costante.

Gli aneddoti che mi racconta Cecilia sono tanti e valgono da soli la visita: l’amicizia con Elio Grasso, la scelta del nome Aeroplanservaj, la dedica a Cristina con il Barolo PerCristina, le etichette d’arte sia per il Langhe Rosso Arte sia per il Barolo Aeroplanservaj, la stessa creazione del vino Arte per dare colore (con la Barbera) al Nebbiolo. 

La degustazione è al completo, partendo da Dolcetto, Nebbiolo Capisme-e, Barbera d’Alba, Arte e i Barolo di Monforte d’Alba, Ciabot Mentin, Pajana e Aeroplanservaj. Non avrei potuto chiedere di meglio, vini dall’eleganza definita eppure rappresentativi di un comune – Monforte d’Alba – dall’importanza strutturale evidente. Vini che non sanno di eredità di tempi passati, ma che tendono al futuro, come è giusto che sia per una Cantina di livello assoluto. Ringrazio di cuore Cecilia per tempo e dedizione. Viva Domenico Clerico.