UN PAESE DI CANTINE / NOVE / DARMIJAN PODVERSIC

Ore 17, ho appuntamento da Damijan Podversic nella cantina di recente costruzione in Via degli Eroi nei pressi del Monte Calvario. Calvario, il luogo del Cranio dei Vangeli, il luogo dell’ultima fatica mortale di Gesù. La similitudine si deve alla geografia, essendo il Calvario una collina friulana sede di aspri scontri nella Prima Guerra Mondiale, di certo non il posto idilliaco che ci si dovrebbe aspettare per una cantina di vino. E anche una delle grandi del Friuli, anticipo.

Mi accoglie Tamara Podveršič, figlia di Damijan, secondogenita e unica a essere rimasta in azienda dopo aver studiato altro: il richiamo della terra è stato insopprimibile ed eccola qui con me, a mostrarmi le vigne che circondano la cantina, i lavori che si stanno occupando di terrazzare parte della collina per ampliare le vigne e, al centro di tutto, la Cantina di cui emerge solo uno strato.

La Cantina è una santuario, per restare in tema religioso: è circolare per evitare angoli, divisa in tre sezioni ciascuna dedicata a una particolare fase della maturità del vino, quel vino che si cerca esattamente a metà tra ossidazione e riduzione, in un bilanciamento tecnico utopico che rischia di sfuggire per un nonnulla. Tanti i vitigni adottati, dalla Ribolla Gialla al Pinot Grigio, poi Malvasia, Chardonnay e Nekaj, ovvero Friulano, trattati in modo simile, tre anni di botte grande e uno di bottiglia prima della commercializzazione.

Tamara va ad approfondire i dettagli tecnici del lavoro, ed è un piacere sentirla parlare con la dedizione della veterana unita a un legame inossidabile (questo sì) con la famiglia, con tutto ciò che Damijan ha fatto e sta facendo. Il sacrificio del lavoro come eredità, la consapevolezza che il tempo scorre e che le vendemmie sono in numero finito: l’esperienza della generazione precedente non va mai messa da parte.

Tra David Gilmour e Sergej Rachmaninov assaggio qualcosa dalle botti, le future annate su cui Tamara ha lavorato al fianco del Padre, sempre aggiungendo e mai togliendo, mai censurando o negando. Sono vini tesi, sapidi, adesi a un territorio con cui la macerazione va a nozze, dotati di un’ampiezza non comune che raggiungerà maggiore gloria tra qualche anno. I vini della Cantina sono avvolti da un velo di eleganza peculiare, nonostante il vigore indiscutibile e la tensione di cui ho già detto, ma calata nello stato fisico: inappuntabili.

Credo che il vino debba essere l’immagine di ciò che accade nella mente di chi lo fa. In questo i vini di Damijan sono estrema sintesi del pensiero di casa Podversic: il tocco di Tamara non farà che ampliare le potenzialità di questi grandi vini.