PRODUTTORI DEL BARBARESCO BARBARESCO 1987

Annata difficile, e infatti è la mia: oggi sono in compagnia di un vino vintage frutto della vendemmia del 1987, un’annata considerata non stellare ma comunque buona, inferiore a 1985, 1986, 1988 e 1989. Da quanto leggo in giro l’andamento è stato buono ma l’umidità globale è stata importante, così come un grande caldo intorno alla metà di settembre, ma questa è più un ricordo familiare che un dato scientifico. Ad ogni modo, la bottiglia in questione è l’assemblaggio di Barbaresco che la cantina cooperativa Produttori Del Barbaresco offre ogni anno, con l’assemblaggio di vari cru e varie vigne curate dai tanti soci della cantina. Come sempre, questa bottiglia è un termometro importante per capire l’andamento dell’anno in etichetta e, come tale, da non perdere anche in annate non stellari. Il mio consiglio consiste nell’accumulare più bottiglie per ogni annata e farne una piccola scorta per l’avvenire: male non fa, contando anche il prezzo ben più che onesto.

La bottiglia è stata aperta e finita in due giorni, deliziandomi con un’evoluzione importante che ho preferito centellinare e descrivere: il bello di queste bottiglie storiche consiste nella possibilità di misurarsi con il tempo e l’affinamento in vetro, cercando di verificare lo stato complessivo e magari fare ipotesi sul vino originario. L’annata umida si riflette in una austerità sopra la media, un vino che rimane sui propri passi concedendo ben poco, perlomeno all’inizio. Non ho trovato note sull’affinamento, per cui presumo il classico passaggio di due anni in botte grande.

Ore 10

Tappo perfetto con poco meno di un centimetro intaccato dal vino, stappatura con lame senza alcun problema. Il colore è rubino scuro, la classica luminosità del Nebbiolo si è opacizzata, rendendo il vino meno trasparente, effetto dovuto all’età. Appena versato si avvertono i frutti dell’età, per cui un filo di ossidazione, miele e confettura. Impatto sopra la media, vino vivo e profumato. Un po’ chiuso per ovvie ragioni, si avvertono note di frutta secca e di frutta con guscio. Cenni di goudron, echi carnosi di ragù, decisa speziatura. Marasca importante, così come la sensazione di confettura ad avvolgere il tutto. A parte la leggera ossidazione, il vino appare in ottima forma. Si avverte sempre più netta una sensazione di caramella gommosa alla fragola, tralasciando la dolcezza.

Fresco e avvolgente, la sensazione tannica è morbida e supporta la parte fresca, in un palato di bella struttura. Frutta rossa acidula, ribes e mora, poi fragola e ciliegia, con echi di miele millefiori, un filo di cacao. Ribadisco, parlato avvolgente e ancora vivace. 

Lungo e fresco, frutta rossa acidula e spezie, ma sono le note sapide a rimanere a lungo. Persistente importante, tracce saline a depositarsi e rimanere. Una netta ciliegia conclude le danze. Caramella alla ciliegia.

Ore 12.30

Dopo due ore dall’apertura il naso si è un po’ irrigidito, proseguono le note di frutta con guscio, noce, circondate da sensazioni rosse di ciliegia e amarena. La vivacità è contenuta ma la struttura resta importante. Note speziate di pepe nero, zafferano e paprika affumicata. Mora, liquirizia ed echi di caramello. 

Ore 14

La parte terrosa fa capolino, aiutata da echi di funghi secchi, fave di cacao e radice di liquirizia. Ancora zafferano, un filo di brodo di carne, con la frutta rossa fare da contrasto, ciliegia, amarena e mora. Bella progressione con una netta vena austera a comandare.

Ore 16.30

Sotto la coltre si avverte una nota balsamica di menta e leggera liquirizia, il tutto su un ampio piano di confettura di fragola. Si iniziano intravedere le note secondarie dopo tanti terziari.

Ore 21

Emergono note floreali nette, fiori rossi appassiti ad affiancarsi alla frutta rossa matura e a tutte le declinazioni di note scure, terra, cacao, tabacco, noce e spezie. Ancora radici di liquirizia e sentori carnosi davvero appaganti. La susina appare con una discreta freschezza che rimane nel finale.

Giorno 2 ore 13

Qui la ciliegia è arrivata a compimento, guidando la frutta rossa che mantiene l’austerità già riscontrata. Le note terziarie rimangono, note scure di legno, cacao amaro e fiori rossi appassiti. Si avvertono anche note erbacee, non solo menta ma anche erbe di campo. Una freschissima fragola si avverte al naso e prosegue in bocca. Scorza di arancia.

La mia valutazione è parzialmente soggettiva, visto che questo vino ha esattamente la mia età, entrambi siamo dell’annata 1987 e di quel momento dell’anno. Posso però confermare la perfezione della conservazione di questa bottiglia, in quanto non ho trovato difetti riscontrabili relativi da una cattiva conservazione. Posso semplicemente dire che questi vini non vanno solo bevuti ma vanno vissuti ed è corretto prendersi il tempo necessario per capire meglio come può una sostanza apparentemente immobile continuare a evolvere per 30 anni, proprio come noi umani. Si avverte l’austerità di un annata non esattamente vincente come le due precedenti o le due successive per cui il vino non è molto eloquente. Detto questo, vorrei poterlo bere almeno una volta al mese.

IBT 93